Osteopata

Da IGWIKI.

COSA FA L'OSTEOPATA

L'osteopata, attraverso l’utilizzo di una varietà di tecniche manuali e non, ripristina e rilancia il movimento articolare, viscerale e fasciale, stimola e facilita i meccanismi di autoregolazione, adattamento corporeo e restaurazione dell’omeostasi.
La consultazione si apre con un’anamnesi che parte dal disturbo principale del paziente, per poi risalire fino alla o alle lesioni osteopatiche implicate nel problema (integrate nella sua globalità). Il suo obiettivo è diagnosticare, con l’aiuto di test clinici ed osteopatici, le barriere a mobilità ed elasticità/deformabilità delle strutture anatomiche che possono limitare l’organismo nelle sue funzioni fisiologiche. Questo procedimento gli permetterà di elaborare un trattamento adeguato. A tal fine, utilizzerà delle tecniche manuali strutturali o funzionali su tutte le strutture del sistema locomotore (legamenti, muscoli, fasce, ossa ecc…), viscerale e craniosacrale.
L'osteopatia tratta le lesioni funzionali reversibili. In altre parole non è indicata, ad esempio, in caso di frattura, tumore o per curare malattie gravi che mettono in pericolo la vita della persona.
Oltre alla possibilità di aprire un proprio ambulatorio, l’osteopata può collaborare con altre figure sanitarie, e in particolare in vari campi specialistici della medicina convenzionale. I settori di intervento riguardano la struttura portante dell’organismo e tutti i collegamenti all’interno di questa e con i sistemi contigui (ad esempio: ortopedia, otorinolaringoiatria, odonto-stomatologia, pediatria, oculistica, geriatria, urologia, gastro-enterolologia, cardiologia, endocrinologia, ginecologia, ecc.).


DIVENTARE OSTEOPATA

Per diventare osteopata è necessario un percorso formativo di sei anni in cui è previsto lo studio di scienze mediche di base come anatomia, patologia, fisiologia, biomeccanica, biochimica, biofisica, embriologia, istologia, neurologia e altre, oltre alle materie prettamente osteopatiche. La formazione in Italia non è continuativa e non è di carattere universitario, ma privato.


L'OSTEOPATA IN ITALIA E ALL'ESTERO

Il Ministero della Salute non rilascia abilitazione all'esercizio della professione di osteopata. La pratica risulta essere abilitante solo qualora l'osteopata sia già in possesso di un precedente titolo sanitario abilitate (medico chirurgo, odontoiatra o laureato nelle professioni sanitarie). Diversamente, il titolo professionale è privo di validità.
La mancanza di uno status giuridico per l’osteopatia ha per necessità oggettiva richiesto la costituzione di forme associative professionali che si adoperano nell’ottenere non solo un riconoscimento legale dell’osteopatia, ma anche regolamentazione e tutela della professione osteopatica. La mancanza di norme che ne regolino l’esercizio comporta che la stessa figura professionale dell’osteopata non sia tutelata dalla legge, e quindi che sia consentito a chiunque praticarla, a danno degli osteopati ma soprattutto dei pazienti. La principale associazione italiana di regolamentazione è il Consiglio Superiore di Osteopatia (CSdO), costituita dalle maggiori associazioni di professionisti osteopati presenti sul territorio nazionale.
Negli Stati Uniti, dove è nata, l'osteopatia ha fatto il suo ingresso nella sanità pubblica nel 1991.
La normativa sull'osteopatia in Europa si è diffusa in modo non uniforme con differenze sostanziali da Paese a Paese.