Insegnante di scuola primaria

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PROFILO PROFESSIONALE
Secondo quanto stabilito dalla legge n. 53 del 2003 (Riforma Moratti)1, e confermato dal Regolamento al Decreto Legge 112/082, il primo ciclo dell’istruzione inizia con l’iscrizione alla scuola primaria a sei anni (anche se compiuti entro il 30 aprile dell’anno scolastico di riferimento), e termina con l’esame di Stato a conclusione della scuola secondaria di primo grado. La scuola primaria è caratterizzata dalle seguenti finalità: promuovere, nel rispetto delle diversità individuali, lo sviluppo della

1 Legge 28 marzo 2003 n. 53 recante “Delega al Governo per la definizione delle norme generali sull'istruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e formazione professionale” pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 77 del 02/04/2003.

2 Schema di regolamento recante “Revisione dell’assetto ordinamentale, organizzativo e didattico della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione ai sensi dell'articolo 64, comma 4, del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n. 133”. personalità; far acquisire e sviluppare le conoscenze e le abilità di base, ivi comprese quelle relative all’alfabetizzazione informatica e alla lingua inglese; fare apprendere i mezzi espressivi e la lingua italiana; porre le basi per lo studio del mondo naturale e educare ai principi fondamentali
della convivenza civile. Questi obbiettivi vengono perseguiti attraverso il lavoro dall’insegnante elementare, che provvede alla prima alfabetizzazione culturale dei bambini, stimolando nel contempo comportamenti di tipo cognitivo, affettivo, sociale e creativoartistico. E’ quindi evidente come questa figura professionale ricopra un ruolo importante, delicato e a volte anche determinante nella formazione e nello sviluppo dell'individuo. Secondo quanto stabilito dall’articolo 64 del citato Decreto Legge 112/2008, le classi sono assegnate a un unico insegnante (cosiddetto “maestro unico”), e adottano un orario di 24 ore settimanali. Si supera dunque il precedente assetto del modulo e delle compresenze e si torna a ricostituire classi con il maestro unico, secondo il modello organizzativo tradizionale della scuola elementare vigente fino al 1990. La nuova disciplina entra in vigore a partire dall’anno scolastico 2009/2010 ed è applicata solo alle prime classi del ciclo scolastico. Il regolamento prevede anche la possibilità, su richiesta delle famiglie, di estendere l’orario a 27 e 30 ore, nei limiti delle risorse dell’organico assegnato. E’ confermato inoltre il preesistente modello delle 40 ore, corrispondente al tempo pieno, con due insegnanti titolari sulla stessa classe.


FORMAZIONE
Fino a qualche anno fa, per poter insegnare nelle scuole elementari, era sufficiente il possesso di un diploma acquisito presso un Istituto Magistrale di durata quadriennale e il superamento di un concorso a cattedre. Il sistema normativo predisposto dalla commissione MPI-MURST con il D.M. n. 26 del 10/03/973, ha modificato sostanzialmente la formazione iniziale degli insegnanti. Dall'anno accademico 2002/2003, infatti, il titolo di studio richiesto è la laurea in Scienze della Formazione Primaria, che si ottiene frequentando il corso di durata quadriennale, attivato a partire dal 1998/99 presso le Facoltà di Scienze della Formazione.
Tale corso è articolato in un biennio comune e in due indirizzi, rispettivamente per l'insegnamento nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria.
L’esame di laurea sostenuto a conclusione del corso ha valore di esame di Stato e abilita all’insegnamento nella scuola dell’infanzia o nella scuola primaria, secondo l’indirizzo prescelto. Il Decreto Legge 137/2008 (Riforma Gelmini) estende retroattivamente l'attribuzione del valore abilitante del corso di studi anche a coloro che hanno sostenuto l'esame conclusivo di laurea nel periodo compreso tra la data di entrata in vigore della legge finanziaria per il 2008 (che aveva abolito tale valore) e quella di entrata in vigore del decreto-legge in esame. Decreto Ministeriale 10 Marzo 1997 n. 26 “Norme transitorie per il passaggio al sistema di  formazione universitaria degli insegnanti della scuola materna ed elementare, previste dall'art. 3, comma 8, della legge 19 novembre 1990, n. 341” pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 175 del 20/07/1997. 4 Decreto legge 1 settembre 2008 n. 137 “Disposizioni urgenti in materia di istruzione e università” pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 204 dell’1/09/2008.

ACCESSO ALLA PROFESSIONE
Come già indicato, dall'anno 2002/2003 il titolo di studio necessario per poter insegnare nella scuola elementare è il diploma di laurea in Scienze della formazione primaria. Il diploma rilasciato dall'Istituto Magistrale non è quindi più valido, a meno che non sia stato conseguito entro l'anno scolastico 2001/2002. Attualmente, l’accesso ai ruoli del personale docente della scuola primaria ha luogo attingendo alle graduatorie a esaurimento (ex graduatorie permanenti), ovvero liste nelle
quali gli aspiranti docenti sono iscritti ai fini delle immissioni in ruolo e per il conferimento di supplenze annuali e temporanee del personale docente ed educativo.
Le graduatorie sono suddivise in tre fasce. Nelle prime due sono inseriti i supplenti che hanno già effettuato alcuni anni di supplenza e che sono i primi a essere assunti nel caso in cui siano previste nuove immissioni in ruolo. Nella terza fascia trovano posto, invece, coloro che hanno poco punteggio, relativamente all’esperienza lavorativa. La permanenza nelle graduatorie avviene su domanda dell’interessato e la mancata presentazione comporta la cancellazione, fermo restando il diritto a presentare richiesta di reinserimento. Pertanto, anche chi è già inserito è obbligato a presentare la domanda di permanenza o aggiornamento pena la decadenza. A partire dall’anno scolastico 2005/2006 le integrazioni e gli aggiornamenti sono effettuati con cadenza biennale. L’ultimo provvedimento di aggiornamento è il Decreto Ministeriale n. 42 dell’8 aprile 20095 (scadenza presentazione domande: 11/05/2009), che si riferisce al biennio 2009/2011. Per insegnare nelle carceri è necessario Decreto Ministeriale 8 aprile 2009 n. 42 “Integrazione e aggiornamento delle graduatorie a esaurimento del personale docente per il biennio 2009/2011” pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 28 del 10/04/2009- possedere, oltre alla laurea (o il diploma di Istituto magistrale se antecedente il 2003), un titolo di specializzazione, rilasciato al termine di un corso residenziale, gestito dal Ministero di Grazia e Giustizia, congiuntamente con il
MIUR. Poiché questo corso viene organizzato saltuariamente; è opportuno contattare per informazioni l’Ufficio Scolastico Provinciale. Per insegnare la religione cattolica, invece, è necessaria l’idoneità della Curia vescovile della propria zona. Per prestare servizio in eventuali scuole civiche, occorre contattare gli Assessorati
all’Istruzione dei comuni di appartenenza. Infine, è possibile insegnare nelle scuole private, presentando domanda direttamente agli istituti. Per maggiori informazioni, ci si può rivolgere agli uffici scuola dei vari sindacati o agli Uffici Scolastici Provinciali. Da segnalare la possibilità di svolgere il servizio di pre-scuola e di dopo-scuola sia da parte del personale insegnante (a carico delle segreterie dei singoli istituti) sia da parte dI cooperative coordinate dal Comune di
appartenenza. Gli insegnanti di ruolo possono richiedere di prestare servizio presso le scuole italiane all’estero o anche di essere distaccati dall'insegnamento per un determinato numero di anni, per svolgere compiti educativi, attività di ricerca e sperimentazione presso università, enti, associazioni, istituti culturali. Per quanto riguarda le opportunità di carriera, al momento, le uniche possibilità sono legate all’accesso, dopo almeno cinque anni di servizio in ruolo e con il possesso di una
laurea, a concorsi per posti di dirigente scolastico.