Diventare Apicoltore

Da IGWiki.

Occorre solo qualche migliaio di euro, un po’ di esperienza, la voglia di imparare; e tanta passione per la vita naturale. Apicoltori si diventa, ma occhio alla qualità
Dedicarsi all’apicoltura può essere un’idea imprenditoriale di grande fascino, soprattutto per il contatto con la natura che l’attività consente. Inoltre, l’attuale crescita dei consumi di miele e degli altri prodotti dell’alveare, grazie al diffondersi di una cultura alimentare sempre più orientata verso la genuinità ed il nutrimento “naturale”, apre interessanti prospettive a chi è alla ricerca di nuovi sbocchi professionali.
Per iniziare questa attività, anche solo per hobby, occorre qualche migliaia di euro.
Se poi il lavoro piace e si hanno buoni risultati, si può poco alla volta ampliare l’azienda apistica facendone la propria attività principale. Certo, l’apicoltura non è un’attività che si improvvisa.
Chi intende lavorare nel settore deve prepararsi a offrire prodotti di qualità, unico sistema per cercare di contrastare la concorrenza straniera che invece propone, a prezzi decisamente inferiori a quelli applicabili alla produzione nazionale, prodotti di qualità abbastanza scadente.
L’attività di un apicoltore consiste essenzialmente nella conduzione degli alveari per la produzione di miele, pappa reale, polline, propoli e cera d’api. Si può poi offrire il servizio di impollinazione, oltre alla produzione di sciami e all’allevamento di api regine.
Oggi, all’apicoltore, per potersi affermare in questo settore, non basta più saper condurre gli alveari; sono, infatti sempre più necessarie conoscenze specifiche ed aggiornate sui prodotti e sul loro mercato.

UN’ATTIVITÀ ATTRAENTE
Avviare un’attività di apicoltura è dunque un’idea piuttosto attraente. Esistono diversi motivi che la rendono un business da valutare con attenzione. Ecco i principali:
• si svolge all’aria aperta, nel pieno contatto con la natura;
• non richiede investimenti elevati né conoscenze tecniche particolarmente sofisticate;
• chi la svolge non vi si deve dedicare necessariamente a tempo pieno; la si può praticare a livello amatoriale dedicandoci solo qualche ora al giorno o alla settimana;
• grazie al “rilancio” che in questi ultimi anni ha avuto l’alimentazione naturale, si può ritenere che la domanda dei prodotti dell’apicoltura sia in fase di espansione e che in tale fase rimarrà ancora per molti anni.

LE CONDIZIONI DI REALIZZABILITÀ
Per avviare un’attività di apicoltura è necessario individuare quali sono le condizioni indispensabili per avere successo.
Ecco quali sono quelle che si devono rispettare:
- Passione per l’attività. Che è il presupposto irrinunciabile per ogni attività in proprio.
- Esperienza di almeno due o tre anni nel settore
- Disponibilità a sostenere ritmi di lavoro abbastanza elevati, almeno in certi periodi dell’anno, e specie se l’azienda è di dimensioni medio – grandi.

I RISCHI CHE SI CORRONO
I rischi connessi all’avvio di questa attività, considerati i bassi investimenti necessari all’avvio, sono piuttosto contenuti. Per chi è agli inizi dell’avventura imprenditoriale è necessario comunque individuare, e di conseguenza evitare, alcuni rischi che potrebbero compromettere la buona riuscita dell’attività. Ecco i principali:
• Esistenza di momenti di stagnazione e, occasionalmente, di riduzione dell’attività. Possono essere dovuti a fattori naturali (condizioni meteorologiche avverse, attacco da parte di parassiti etc.), a mutate condizioni di mercato (penetrazione di prodotti concorrenti a prezzi inferiori) o al cambiamento momentaneo delle abitudini di consumo (preferenza dei consumatori per altri prodotti sostitutivi). L’imprenditore che opera in questo settore deve quindi essere preparato ad affrontare e superare questi momenti di crisi che possono presentarsi.
• Esistenza di “barriere all’uscita”. Dopo qualche anno di utilizzo, gli alveari e le attrezzature in genere, soprattutto se venduti in blocco, vengono valutati molto poco. Ciò rende di fatto sconveniente la cessazione dell’attività presa in esame. Vale quindi la pena di valutare attentamente, a priori, la convenienza o meno di intraprendere l’attività, perché una volta avviata il cederla comporta comunque una perdita di soldi.
• Aumento delle difficoltà per la conduzione di questa attività. Negli ultimi anni stanno aumentando di fatto le difficoltà per la conduzione di un’attività di apicoltura. Le cause sono da ricercare, da una parte, nell’inserimento sul mercato di prodotti esteri a prezzi molto più bassi e dall’altra l’inquinamento, i trattamenti antiparassitari, l’elevata presenza di alveari sul territorio, la disattenzione e l’incuria di alcuni apicoltori sono tra le cause più importanti dell’aumento delle malattie delle api.
• Non riuscire a contenere la sciamatura. Se non si possiede un’adeguata esperienza, è possibile che l’apicoltore non riesca di fatto a contenere la sciamatura. Ciò significa spesso perdere molti sciami e compromettere un buon raccolto di miele. È quindi un segno evidente di una cattiva conduzione degli alveari.


Fonte: Bollettinodellavoro.it – Agosto 2010