Avviare un Ristorante a Km 0

Da IGWiki.

Fare impresa, sostenere l’agricoltura locale, tutelare l’ambiente: la soluzione si chiama “ristorante a km 0” e il suo mercato è in costante crescita

Sempre più persone consumano i pasti fuori casa, e sono sempre di più coloro che per la propria alimentazione e quella dei propri figli cercano cibi naturali, di stagione, possibilmente provenienti dal territorio circostante. E’ una sensibilità nuova ma sempre più consolidata, quella verso l’alimentazione sana, rispettosa dell’ambiente e del lavoro dei produttori locali, che sta alimentando il successo di una nuova tipologia di ristorante, il cosiddetto “ristorante a km 0”.

COS' È
I prodotti Km 0 sono quelli che provengono dalla cosiddetta “filiera corta”, cioè da zone di produzione che distano al massimo 70 km dai luoghi di consumo. Le caratteristiche principali sono la qualità (controllata e riconosciuta), la stagionalità e il legame con la tradizione agraria e culinaria della zona. Questi prodotti contribuiscono alla salvaguardia dell’ambiente perché non richiedono lunghi trasporti e grandi imballaggi. Spesso, inoltre, i prodotti a Km 0 sono coltivati secondo i principi dell’agricoltura biologica. Infine, non dovendo percorrere lunghe distanze per arrivare sui mercati e nei ristoranti, non solo sono più freschi, ma hanno anche prezzi decisamente più vantaggiosi.
Da queste generali caratteristiche si comprende come l’apertura di un ristorante Km 0 possa rivelarsi un business vantaggioso.

FARE RETE
Aprire un’attività nel campo della ristorazione Km 0, pertanto, rappresenta anche un’ottima occasione per promuovere e far riscoprire cibi e piatti tipici, sostenendo l’agricoltura locale (soprattutto i piccoli agricoltori) e creando così sinergie efficaci.

Chi decidesse di aprire un ristorante Km 0 potrebbe usufruire di accordi coi produttori locali, ottenere finanziamenti dagli enti pubblici ed entrare nel circuito Km 0, buona garanzia di visibilità per l’attività.

Anche la collaborazione ed i contatti con le associazioni di categoria o di vario genere (come Slow Food e la Fondazione per la Biodiversità) possono risultare strategici, in quanto questi enti possono aiutare il ristorante soprattutto nella fase di promozione dell’attività, presentando il nuovo locale tramite il proprio sito o in occasione di eventi. Anche le associazioni, infatti, sono interessate a promuovere chi valorizza il territorio e i prodotti tipici locali.

Un altro modo efficace per promuovere l’attività è quello di inserire il ristorante nelle guide sul turismo e sulla gastronomia. Un locale come il ristorante Km 0, infatti, si rivolge ad una tipologia di clientela attenta ed informata, che probabilmente capita al ristorante non a caso ma dopo un’attenta ricerca sulle guide o tramite il passaparola che si genera tra chi gradisce una cucina sana e genuina.

FORMULE E SERVIZI
Non esiste una sola tipologia di ristorante a km 0, ma tante quante sono le idee dell’imprenditore e le esigenze dei clienti. Tra le principali possiamo elencare le seguenti:
• ristorante Km 0
• ristorante pizzeria Km 0
• ristorante con ristorazione veloce, self service e fast food Km 0
• ristorante biologico Km 0
• ristorante vegetariano Km 0.

Molto varia è anche la gamma dei servizi che un ristorante di questo tipo può offrire. Alcune proposte:
• menu per bambini
• servizio da asporto
• consegna a domicilio
• catering
• vendita di prodotti Km 0
• corsi di cucina


Fonte: Bollettinodellavoro.it – Febbraio 2011