Avviare un Campeggio

Da IGWiki.

Se si è gioviali e aperti, si ha una vocazione per l’organizzazione e l’ospitalità e si cerca un’idea di business, aprire un campeggio può risultare una scelta azzeccata. Ma attenzione ai tranelli e agli errori. Secondo recenti statistiche, gli italiani dimostrano di preferire sempre più per le loro vacanze la sistemazione in strutture ricettive “complementari”, extra – alberghiere piuttosto che nei tradizionali e più costosi alberghi e pensioni. Luoghi in cui sia maggiore il contatto con la natura e con la realtà della località prescelta. Esigenze queste che rendono sempre più appetibile la scelta di trascorrere le vacanze in campeggio.
Un mercato florido. Ma occhio agli errori
Quello dei campeggi è un florido mercato potenziale, e aprirne uno rappresenta un’opportunità d’affari che attrae molte persone. Investire nella realizzazione di un campeggio è invece una scelta molto delicata, che può diventare anche impegnativa dal punto di vista finanziario. Un errore molto comune è quello di considerare che l’investimento per l’avvio dell’attività sia di piccole dimensioni: si crede che il campeggio sia poco più di una spianata di terreno a verde, dotato di qualche attrezzatura leggera, dimenticando così di considerare l’effettiva complessità tecnologica e i conseguenti costi di impianto. A titolo d’esempio, si pensi anche solo alla ramificazione dell’impianto elettrico che supera spesso quella di impianti industriali o di intere lottizzazioni edilizie urbane. Un altro errore è quello di credere che gestire un campeggio sia cosa facile, che basti buona volontà, gran voglia di lavorare. Così facendo, si trascura la complessità organizzativa della gestione di un campeggio e l’importanza di prevedere accurate strategie di marketing nell’acquisizione della clientela.
Ciò nonostante, al di là di alcuni possibili rischi e di determinate condizioni che devono essere rispettate, sono diversi anche gli elementi che rendono particolarmente attraente e di interesse decidere oggi di dare avvio ad un camping.

L' ATTRATTIVITÀ  DEL BUSINESS 
Esistono diversi motivi che rendono questa attività un business da valutare con attenzione, in grado di fornire un buon reddito. Elenchiamo di seguito i principali:
Mercato in forte espansione.
Non sono necessarie particolari competenze. E’ indispensabile però una buona localizzazione del campeggio, oltre ad una discreta dose di intraprendenza, buone capacità logistiche e gestionali e una buona predisposizione ai rapporti interpersonali ed al contatto diretto con il pubblico.
L’impegno richiesto è pressoché stagionale. Ciò rende questa attività impegnativa (a volte davvero tanto, va detto) soltanto per un periodo dell’anno limitato e permette dunque a chi la gestisce di
disporre di una notevole quantità di tempo libero durante l’inverno, da dedicare eventualmente ad altre attività complementari.
Possibilità di fidelizzare la clientela con l’offerta di servizi aggiuntivi.
Si tratta di un risultato che si può raggiungere grazie alla proposta di una varietà di servizi al cliente, indirizzata a fornire maggiori comforts e opportunità di svago e di intrattenimento.

LE CONDIZIONI DI REALIZZABILITÀ 
Per avviare un campeggio è necessario individuare quali sono le condizioni indispensabili per avere successo. Eccone alcune.
Essere persone dinamiche e intraprendenti. È la carta vincente per gestire e promuovere adeguatamente questo tipo di attività.
Disporre di una struttura ben localizzata. È importante che il campeggio sia ubicato in una zona turisticamente attraente e facilmente raggiungibile; che disponga di aree di parcheggio interne o comunque limitrofe e che sia ben collegata al centro con i mezzi di trasporto pubblici.
Monitorare l’offerta già esistente e differenziare la propria dalla concorrenza. Attenzione poi anche a tenere sempre d’occhio anche la concorrenza indiretta degli alberghi, di bed & breakfast, aziende agrituristiche, locande, ecc.
Offrire servizi di qualità. È importante proporre ai clienti servizi non solo vari, ma soprattutto di qualità. Per prima cosa è bene mettere a disposizione degli ospiti piazzole il più possibile confortevoli ed attrezzate (fondamentale la qualità dei servizi igienici e docce).
Promuovere l’attività, sia attraverso un’efficace segnaletica sia intrattenendo buoni rapporti con le aziende di promozione turistica della zona.

I rischi che si corrono
Soprattutto per chi è agli inizi dell’avventura imprenditoriale è necessario individuare e di conseguenza evitare alcuni rischi che potrebbero compromettere la buona riuscita dell’attività.
Gli investimenti sono elevati. Bisogna mettere in conto l’acquisto o l’affitto del terreno necessario per creare la struttura, se non lo si possiede già, ma anche tutti gli interventi sostanziali per attrezzarlo: muri o recinzioni, allacciamenti di energia elettrica e acqua nelle piazzole, rete fognaria per i servizi igienici, ecc.
Sottovalutare i concorrenti diretti e soprattutto quelli indiretti. Se i
primi - ossia gli altri campeggi - sono generalmente abbastanza ben
distribuiti sul territorio nazionale e costituiscono, pertanto, una minaccia moderata e facilmente individuabile, i secondi - ossia, alberghi, bed & breakfast, aziende agrituristiche - possono sottrarre al proprio camping una quantità di clienti anche notevole e difficilmente stimabile a priori.
Localizzazione non felice dell’attività. Avviare l’attività in una zona
“povera” di attrazioni e poco accattivante anche dal punto di vista
paesaggistico risulta molto compromettente per la buona riuscita dell’iniziativa. Nel caso in cui il campeggio per forza di cose si trovi a sorgere in una località che non offre particolari attrattive, sarà compito del titolare preoccuparsi di organizzare all’interno della propria struttura tornei sportivi, giochi a premi, incontri culturali, serate danzanti e tutto quello che suggerisce la fantasia per contribuire al divertimento degli ospiti.
L’attività è stagionale. È bene saper organizzare al meglio l’attività in modo da raccogliere nei mesi lavorativi guadagni che siano il più elevati possibile.
Sottovalutare l’impegno derivante dall’attività. Gestire un campeggio è un’attività decisamente impegnativa. Infatti, anche se il titolare può disporre di alcuni mesi all’anno in cui di fatto è inoccupato, in primavera/estate ci si troverà a sostenere una notevole dose di super-lavoro.
Non essere persone aperte e trascurare gli ospiti. Se non si è persone aperte ed ospitali, sarà sicuramente più difficile gestire un’attività come questa che richiede un contatto diretto e continuo con il pubblico. Oltre alla semplice ospitalità, infatti, bisognerà sempre anche fare il possibile per suggerire ai turisti spunti ed occasioni di svago e di relax, promuovendo e facendo conoscere tutte le opportunità di divertimento che il campeggio mette a disposizione o che comunque vi si possono trovare nella zona.

17 maggio 2010
Fonte: bollettinodellavoro.it - http://www.bollettinodellavoro.it/