Arruolarsi nella Polizia Penitenziaria

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INTRODUZIONE

Il Corpo di Polizia Penitenziaria è un corpo di polizia a ordinamento civile, dipendente dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia. Sia il DAP - Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria sia il Corpo di Polizia Penitenziaria sono stati istituiti con la Legge n. 395/1990[1], che all’articolo 5 ne definisce i compiti.
Il Corpo assicura l’esecuzione dei provvedimenti restrittivi della libertà personale; garantisce l’ordine all’interno degli istituti di prevenzione e di pena e ne tutela la sicurezza; partecipa alle attività di osservazione e di trattamento rieducativo dei detenuti ed esegue il servizio di traduzione[2] e piantonamento dei medesimi.
Inoltre, collabora al mantenimento dell'ordine pubblico, svolge attività di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza, anche al di fuori dell'ambiente penitenziario, e attività di scorta a tutela di personalità istituzionali e di magistrati.
Il personale è diviso in quattro ruoli:

  • Agenti e Assistenti;
  • Sovrintendenti;
  • Ispettori;
  • Direttivo (ordinario e speciale).

L'accesso alle qualifiche iniziali dei Ruoli degli Agenti e Assistenti, degli Ispettori e del Direttivo Ordinario avviene mediante concorso pubblico. Al Ruolo dei Sovrintendenti e a quello del Direttivo Speciale, invece, si accede solo tramite concorso interno riservato al personale del Corpo.
I bandi sono reperibili on-line sul sito della Polizia Penitenziaria alla pagina http://www.polizia-penitenziaria.it/concorsi.asp?tipo=pubblico.
Agenti e assistenti

L’accesso alla carriera iniziale nel Ruolo degli Agenti e Assistenti[3] della Polizia Penitenziaria avviene con la nomina ad allievo agente, che si ottiene superando un concorso pubblico per esami, bandito dal Ministero della Giustizia e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale. Al concorso possono partecipare tutti i cittadini italiani, di entrambi i sessi e di età non superiore a 28 anni[4].
A partire dal 1° gennaio 2006 e fino al 31 dicembre 2020 i posti messi a concorso sono riservati però esclusivamente ai Volontari in Ferma Prefissata (VFP) in servizio o in congedo, così come previsto dall'articolo 16, comma 1 della Legge n. 226/2004[5]. Le procedure di selezione, determinate dal Ministero della Giustizia, si concludono con la formazione delle graduatorie di merito (comma 3).
Dei concorrenti giudicati idonei e utilmente collocati nelle graduatorie, una parte è immessa direttamente nelle carriere iniziali secondo l'ordine delle graduatorie e nel numero corrispondente al 40%. La restante parte, il 60%, viene immessa nelle carriere iniziali dopo avere prestato servizio nelle Forze Armate in qualità di volontario in ferma prefissata quadriennale (comma 4).
I volontari ammessi vengono avviati a frequentare di formazione della durata di un anno, organizzato presso una delle scuole dell’Amministrazione Penitenziaria presenti nelle seguenti città: Aversa (CE), Cairo Montenotte (SV), Monastir (CA), Parma, Portici (NA), Roma, San Pietro Clarenza (CT), Sulmona (AQ) e Verbania.
Dopo aver superato gli esami di fine corso e aver ottenuto il giudizio di idoneità al servizio, è necessario svolgere un periodo di pratica, della durata di sei mesi, presso gli istituti penitenziari o i servizi operativi, a cui si viene assegnati in base ai risultati della selezione attitudinale effettuata durante il corso. Al termine del tirocinio si è nominati agenti effettivi con le seguenti mansioni:

  • vigilanza dei detenuti e degli internati all’interno degli istituti penitenziari;
  • vigilanza sulle attività lavorative e ricreative organizzate negli istituti per i detenuti e gli internati;
  • traduzione e piantonamento dei detenuti in luoghi esterni agli istituti penitenziari;
  • elaborazione dei programmi di trattamento individuale dei detenuti;
  • coordinamento operativo di più agenti in servizio;
  • svolgimento di eventuali incarichi specialistici.

La carriera prosegue con le qualifiche di agente scelto, assistente e assistente capo. La promozione da una qualifica inferiore a quella direttamente superiore è conferita dopo cinque anni di effettivo servizio.

APPROFONDIMENTO

La Legge n. 331/2000[6] ha decretato una sostanziale riforma delle Forze Armate, consentendo la progressiva trasformazione dello strumento militare nazionale dal modello misto - che comprendeva sia i militari di leva sia i volontari - a quello interamente professionale - composto esclusivamente da volontari e, quindi, anche la trasformazione progressiva dello strumento militare in professionale. Il servizio di leva obbligatorio è sostituito da quello volontario.
I volontari possono essere:

Volontari in Ferma Prefissata Annuale o VFP1, che su richiesta possono essere ammessi a un successivo periodo di rafferma della durata di un anno;
Volontari in Ferma Prefissata Quadriennale o VFP4, che su richiesta possono essere ammessi a due successivi periodi di rafferma, ciascuno della durata di due anni.

Tutte le informazioni sui requisiti per il reclutamento dei volontari sono reperibili nel testo della Legge n. 226/2004[7], CAPI I e II.
Sovrintendenti

L’accesso al Ruolo dei Sovrintendenti[8] avviene con la nomina a vice-sovrinendente, mediante il superamento di un concorso interno, riservato al personale appartenente al Ruolo degli Agenti e Assistenti, con almeno quattro anni di effettivo servizio.
Il concorso prevede il superamento di una prova scritta. I vincitori del concorso devono frequentare un corso di formazione professionale, di durata non inferiore a tre mesi, al termine del quale si dovrà sostenere con esito positivo un ulteriore esame.
Al personale appartenente al Ruolo dei Sovrintendenti sono attribuite funzioni esecutive simili a quelle previste per gli agenti effettivi, ma con un maggior livello di responsabilità, nonché il coordinamento di minori unità operative e l’addestramento del personale del Corpo di Polizia Penitenziaria. Può essere loro affidato il comando di più agenti in servizio operativo o di minori unità operative. Inoltre, questo ruolo prevede la collaborazione con i propri superiori gerarchici e la loro sostituzione in caso di temporanea assenza per esigenze personali o di servizio.
Le progressioni di carriera avvengono ogni sette anni. Le qualifiche superiori sono sovrintendente e sovrintendente capo.
Ispettori

Al personale appartenente al Ruolo degli Ispettori[9] sono attribuite mansioni di concetto, che richiedono adeguata preparazione professionale e funzioni di direzione e coordinamento di unità operative. Gli ispettori hanno la duplice qualifica di Agenti di pubblica sicurezza e Ufficiali di polizia giudiziaria. Sono diretti collaboratori del comandante del reparto e del direttore dell’istituto penitenziario: in caso di assenza o impedimento del direttore e in mancanza di una figura in grado di sostituirlo, garantiscono l'ordine e la sicurezza dell'istituto e il servizio di traduzione e di piantonamento di detenuti e internati per i ricoveri di cura in luogo esterno. Provvedono, inoltre, alla dimissione di detenuti e internati, nell'osservanza delle norme vigenti in materia e a seguito dell’ordine scritto delle competenti autorità giudiziarie e per fine pena.
L’accesso al Ruolo degli Ispettori può avvenire tramite concorso pubblico o concorso interno. Per partecipare al concorso pubblico bisogna possedere i seguenti requisiti:

  • cittadinanza italiana;
  • età compresa tra i 18 e i 32 anni;
  • diploma di scuola secondaria di secondo grado;
  • idoneità fisica, psichica e attitudinale al servizio di Polizia Penitenziaria;
  • godimento dei diritti civili e politici.

I vincitori del concorso sono nominati allievi vice-ispettori e devono frequentare un corso, della durata di diciotto mesi. In caso di superamento dell’esame finale, vengono assegnati a un servizio di istituto per compiere un periodo di prova di sei mesi in qualità di vice-ispettori in prova. Al termine del periodo di prova, infine, conseguono la nomina a vice-ispettore effettivo.
La carriera prosegue con le qualifiche di ispettore, ispettore capo, ispettore superiore e ispettore superiore - sostituto commissario.
Direttivo
Commissari del Ruolo Direttivo Ordinario

L’accesso al Ruolo Direttivo Ordinario avviene con la nomina a vice-commissario, mediante il superamento di un concorso pubblico per esami, a cui possono partecipare i cittadini italiani, di entrambi i sessi, in possesso di laurea in Giurisprudenza e/o Scienze politiche.
Il concorso prevede il superamento di due prove scritte e una orale. I vincitori del concorso sono avviati alla frequenza del corso di formazione della durata di due anni presso l'ISSP - Istituto Superiore di Studi Penitenziari[10].
La carriera prosegue con le qualifiche di commissario, commissario capo e commissario coordinatore, che si conseguono mediante scrutinio a ruolo aperto (commissario) o per merito comparativo (commissario capo e commissario coordinatore).
Il personale appartenente al ruolo direttivo ordinario può accedere con scrutinio per merito comparativo alle qualifiche dirigenziali del Corpo di Polizia Penitenziaria (primo dirigente e dirigente superiore).
Commissari del Ruolo Direttivo Speciale

L'accesso al Ruolo Direttivo Speciale avviene previo superamento di un concorso interno per titoli e prove di esame (due scritte e una orale), riservato al personale appartenente al Ruolo degli ispettori (ispettori superiori e ispettori capo, con almeno cinque anni di anzianità nella qualifica e in possesso del diploma di scuola secondaria di secondo grado). I vincitori del concorso devono frequentare un corso di formazione, della durata di un anno, presso l’ISSP - Istituto Superiore di Studi Penitenziari[11], al termine del quale conseguono la qualifica di vice-commissario.
La carriera prosegue con le qualifiche di commissario, commissario capo e commissario coordinatore, che si conseguono mediante scrutinio a ruolo aperto (commissario) o per merito comparativo (commissario capo e commissario coordinatore).

[1] Legge 15 dicembre 1990, n. 395 “Ordinamento del Corpo di Polizia Penitenziaria”, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 300 del 27/12/90 - Supplemento Ordinario n. 88.
[2] Con questo termine si indica il trasferimento dei detenuti, per varie ragioni, dall'istituto a cui sono assegnati a un altro luogo.
[3] Decreto Legislativo 30 ottobre 1992, n. 443, “Ordinamento del personale del Corpo di Polizia Penitenziaria a norma dell’art. 14, comma 1, della legge 15 dicembre 1990, n. 395”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 274 del 20/11/1992.
Decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 200 “Attuazione dell’art. 3 della Legge 6 marzo 1992, n. 216, in materia di riordino delle carriere del personale non direttivo del Corpo di Polizia Penitenziaria”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 122 del 27/05/1995.
Decreto Legislativo 28 febbraio 2001, n. 76 “Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 200, in materia di riordino delle carriere del personale non direttivo del Corpo di Polizia Penitenziaria”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 77 del 02/04/2001.
[4] Decreto Ministeriale 1 febbraio 2000, n. 50, articolo 1 "Regolamento recante norme per l'individuazione dei limiti di età per la partecipazione ai concorsi pubblici di accesso ai ruoli del personale del Corpo di polizia penitenziaria", pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 58 del 10/03/2000.
[5] Legge 23 agosto 2004, n. 226 “Sospensione anticipata del servizio obbligatorio di leva e disciplina dei volontari di truppa in ferma prefissata, nonché delega al Governo per il conseguente coordinamento con la normativa di settore”, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 204 del 31/08/2004.
[6] Legge 14 novembre 2000, n. 331 “Norme per l'istituzione del servizio militare professionale”, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 283 del 04/12/2000.
[7] Vedi nota 5.
[8] Vedi nota 3.
[9] Vedi nota 3.
[10] L’Istituto Superiore di Studi Penitenziari è stato istituito con il Decreto Legislativo 30 ottobre 1992, n. 446 “Istituzione dell’istituto superiore di studi penitenziari, a norma dell’articolo 17, comma 1, della Legge 15 dicembre 1990, n. 395”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 274 del 20/11/1992.
[11] Vedi nota 10.

RIFERIMENTI UTILI

MINISTERO DELLA GIUSTIZIA - Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria - Direzione Generale del Personale e della Formazione - largo Luigi Daga 2 - 00164 Roma - tel. 06665911 (URP) - 848800110 (call center) - Orario di risposta telefonica del call center: lunedì-venerdì 8.30-15.30
http://www.polizia-penitenziaria.it - E-mail: segrurp.dap@giustizia.it - callcanter@giustizia.it (per informazioni sui concorsi)
http://www.fns.cisl.it - sito della Federazione Nazionale Sicurezza, affiliata alla CISL, in cui è possibile reperire informazioni utili su normativa vigente, concorsi e assunzioni.
http://www.lisiapp.it - sito dell’associazione sindacale di categoria Li.Si.A.P.P. - Libero Sindacato Appartenenti Polizia Penitenziaria.
http://www.polpenuil - sito dell’associazione sindacale di categoria UIL P.A. Penitenziari, aderente alla UIL, che contiene informazioni utili sulla normativa vigente in materia di Forze dell’Ordine.
http://www.sappe.it - sito dell’associazione sindacale autonoma di categoria SAPPE - Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, che contiene informazioni utili sulla normativa vigente in materia di Forze dell’Ordine.

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